Blog del Lanificio Paoletti

La ricetta dei filati fantasia del Lanificio Paoletti

Un feltrino di lana della prima metà del Novecento

Come nasce un colore?

Per fare ciascun filo di lana colorato al Lanificio Paoletti vengono mischiate insieme fibre in fiocco dalle tinte differenti, selezionando e miscelando i pigmenti come nella bottega di un pittore. È questo il segreto del pot-pourri di sfumature che caratterizza i nostri tessuti in lana mélange.

Una ricetta colore del Lanificio Paoletti
La ricetta del colore Verdolino

L’affinarsi del metodo di mistaggio delle lane ha radici antiche, di esso è presente nel nostro archivio una preziosa testimonianza. Sono di inizio Novecento i primi feltrini conservati: piccoli campioni di lana follata e compressa, ciascuno dei quali reca in bella grafia il nome del colore e la ricetta di composizione. Poco è cambiato da allora. Ancora oggi il mistaggio delle lane è strutturato sulla base di una ricetta che determina le proporzioni dei colori e delle qualità da mescolare per ottenere lo stesso effetto fantasia del feltrino di prova.

Solo in seguito a questa fase sperimentale di avvicinamento all’effetto desiderato nel feltrino di prova ha inizio il ciclo produttivo del filato.

L'apritoio separa le fibre di lana compatte
L’apritoio separa le fibre di lana compatte
I fiocchi di lana vengono mescolati meccanicamente con movimenti rotatori
I fiocchi di lana vengono mescolati meccanicamente con movimenti rotatori
Processo di lavorazione della lana
Durante il processo di lavorazione la lana si sposta attraverso tubi di aspirazione

Un rullo trasporta i fiocchi di lana all’interno dell’apritoio, un macchinario che separa le fibre compatte combinando movimenti meccanici e ventilazione, al fine di lasciar cadere eventuali impurità.
Convogliata in un primo silos, la lana viene miscelata meccanicamente come in un grande calderone. In un secondo cilindro rotante avviene la distribuzione dell’oleina, un’emulsione necessaria alla scorrevolezza delle fibre per la filatura. Questo perchè durante il lavaggio che precede l’arrivo delle balle di lana in fabbrica, i fiocchi avevano perso infatti il loro lubrificante naturale: la lanolina.
Lo strofinamento a cui la lana è soggetta in questa fase carica di elettricità statica questa materia viva, la quale necessiterà di 24 ore di riposo in apposite camere prima di poter essere filata.

I fiocchi di lana mischiata riposano
I fiocchi di lana mischiata riposano in apposite camere per 24 ore

Come avete letto all’interno del post dedicato al filato fantasia per eccellenza, il tweed, nasce proprio dal procedimento di mistaggio delle lane. Caratteristica peculiare dei tweed del Lanificio Paoletti è l’effetto boutonné o bottonato, che ha origine dallo strofinamento che i fiocchi di lana subiscono in questa prima fase di lavorazione. Nella mista vengono inserite lane a fibra corta, le quali anziché orientarsi in maniera parallela alle altre, si infeltriscono formando dei grumi dall’aspetto di minuscoli bottoni. Quando i bottoni presentano lo stesso colore della lana di fondo, la tipologia di bottonato viene identificata con il tessuto Knickerbocker, originariamente utilizzato per confezionare pantaloni sportivi. Nel caso in cui i bottoni si presentano invece di colori diversi rispetto alla lana di fondo, il tessuto viene tradizionalmente definito Donegal, dalla regione irlandese di origine per questa lavorazione.

La ricetta dei filati fantasia del Lanificio Paoletti ultima modifica: 2015-11-20T16:51:28+00:00 da lanificiopaoletti
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