Blog del Lanificio Paoletti

La scoperta delle origini (parte prima) – La Via Della Lana 2018

Pietra paracarri 1833

La scoperta delle origini: 1795-1919

Memorie di una manifattura che la Grande Guerra non ha cancellato.

La produzione tessile di Lanificio Paoletti è storicamente legata al fiume che denomina e attraversa l’antico borgo veneto di Follina. In questa piovosa vallata venne introdotta nel medioevo la follatura, attività che consisteva nel lavaggio ed infeltrimento dei panni di lana. L’esposizione nello spazio dell’archivio storico aziendale, nell’ambito della rassegna La Via Della Lana 2018 dedicata al tema delle origini, racconta le tracce della fondazione, lo sviluppo tecnico, le rivoluzioni politiche e sociali che hanno forgiato l’identità dei tessuti contemporanei.

Anno 1795: sulle tracce di una fondazione presunta

La prima sezione della mostra racconta un’attività con le sue radici in un fiume dagli antichi mulini e in una terra rivoluzionata dal dominio straniero, che reca ancora i segni di generali e imperatori.

All’interno dell’archivio storico di Lanificio Paoletti è conservata una pietra paracarri proveniente dall’entrata dello stabilimento su cui è inscritta la data 1833, in riferimento alla costruzione della parte architettonica che ancora oggi ospita l’attività. Attraverso la ricerca d’archivio è stato possibile far confluire questo elemento fondante a sostegno della tradizione orale che indicava come data di origine del lanificio il 1795.

Dal documento che contiene l’Analisi tecnica e cartografia dell’opificio Sajo con fucina ad uso di battiferro in Follina del 1830, si evince come questo formasse già allora parte del Lanificio Paoletti, dando testimonianza del primo mulino ad acqua convertito dall’azienda per la follatura dei panni di lana a Follina, essendo la famiglia originaria di Miane, un comune limitrofo dove i Paoletti già svolgevano la loro attività di fabbricanti di panni. A quel periodo risale anche il Registro giornale n. 1 1829-1852, primo libro contabile dell’attività conservato in archivio, la cui sovracoperta rivela però una rilegatura a posteriori, che è possibile far risalire agli anni Venti del Novecento per affinità dei caratteri utilizzati. La copertina interna originale intitola il registro Maestro n. 7, avvalorando l’esistenza di sei volumi precedenti e confermando la data di fondazione dell’attività nel Settecento.

34455628_10216258056632640_8872700683124473856_n

Tracce antecedenti al primo libro contabile conservato, le cui registrazioni partono dall’anno 1829, vengono inoltre da una conferma d’ordine del conte veneziano Leonardo Dolfin di 5 braccia di Panno Marengo per conto del Lanificio Colles, datato 1827. Questa nuance di coloritura mélange venne in origine prodotta a Spinetta Marengo, una città piemontese, nel XVIII secolo. In seguito alla battaglia di Marengo del 1800 in cui le truppe di Napoleone Bonaparte sconfissero l’armata austriaca, il colore grigio del cappotto indossato dal generale divenne conosciuto come Marengo. Lanificio Paoletti produce oggi come allora vari toni di Marengo secondo le antiche ricette colore.

L’archivio come motore di valorizzazione della cultura d’impresa è un concept recente rispetto ai 220 anni di storia produttiva accumulata tra le mura aziendali, un passato carente dei criteri conservativi su cui oggi si è fortunatamente accesa l’attenzione, che ha determinato il deterioramento di alcuni documenti. Le condizioni di umidità che hanno portato allo sfaldamento del piatto posteriore del Registro giornale n. 2 1831-1865 hanno tuttavia resi visibili gli strati di carta di recupero di cui si componeva la copertina, rivelando la maschera per l’iscrizione di un’insegna che recita: “Il Vice Re del Regno Lombardo Veneto si è graziosamente degnato di visitare questo stabilimento il 6 agosto 1819″, fornendo preziosa testimonianza dell’esistenza dell’attività prima degli anni ’30 dell’Ottocento.

34482486_10216258057352658_5737447571488505856_n

34506488_10216258056872646_8605916526085668864_n

Rivoluzione industriale e Unità d’Italia ridisegnano la struttura manifatturiera

All’inizio dell’Ottocento operavano a Follina tredici lanifici ma solo uno vide l’alba del 1900: il Lanificio Paoletti, grazie ad un solo motore ad acqua.

La Nomina a Paolo Paoletti come Sindaco del Comune di Miane del 1866 racconta della riacquisizione delle cariche amministrative, prima dipendenti dall’Impero Austroungarico, da parte del Veneto annesso al neonato Regno d’Italia.

34684266_10216265030966994_14401897221849088_n

Intorno a metà ‘800 Antonio Paoletti assume la direzione del lanificio intraprendendo una serie di iniziative in direzione della moderna concezione di impresa e del suo valore sociale. Egli è tra i firmatari dello Statuto de Il Filotecnico (società scientifica per il progresso di Firenze), dello Statuto della Associazione dell’Industria Laniera Italiana di Biella e presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Follina. In cinquant’anni il lanificio conobbe uno sviluppo senza precedenti passando dall’affidare la tessitura a domicilio all’acquisizione di 30 telai interni allo stabilimento, arrivando a impiegare 100 operai rispetto ai 25 di inizio ‘800 ed entrando a far parte della prima associazione imprenditoriale italiana, che gestirà gli appalti per le forniture militari durante la prima guerra mondiale.

La crisi che colpì il distretto laniero di Follina alla fine dell’Ottocento fu dovuta in maniera preponderante alla cospicua spesa per la conversione degli impianti all’energia a vapore. A differenza degli altri lanifici operanti nel distretto, Paoletti rimase fedele al mulino ad acqua che mediante cinghie di cuoio trasmetteva energia meccanica alimentando i suoi 800 filatoi mule-jenny e gli altri macchinari, e introducendo soltanto nei periodi di secca del fiume un motore ausiliario che sfruttava il movimento delle ruote di una locomobile a vapore su ingegnosa intuizione di Antonio Paoletti.

Il lanificio fu l’unico sopravvissuto del distretto a vedere l’alba del XX secolo, accompagnando alla tradizionale produzione di panni quella di coperte destinate a istituti religiosi, sanitari e, come vedremo di seguito, anche militari nel corso della Prima Guerra Mondiale.

L’archivio storico aziendale di Lanificio Paoletti è visitabile su appuntamento scrivendo a martina@lanificiopaoletti.it

La scoperta delle origini (parte prima) – La Via Della Lana 2018 ultima modifica: 2018-06-05T15:37:35+00:00 da Martina Bernardi
/ / / /