Blog del Lanificio Paoletti

La scoperta delle origini (parte seconda) – La Via Della Lana 2018

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La scoperta delle origini: 1795-1919

Memorie di una manifattura che la Grande Guerra non ha cancellato.

Nel post precedente abbiamo scoperto il legame tra i tessuti prodotti oggi dal Lanificio Paoletti e le sue origini settecentesche nel distretto laniero di Follina, un racconto in mostra in occasione della rassegna La Via Della Lana 2018 negli spazi dell’archivio storico aziendale. Unico stabilimento a sopravvivere alla crisi del tessile follinese di fine ‘800, il lanificio dovette ben presto adattare la tradizionale produzione di panni ad uso vestiario ed equipaggiamento militare a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Un’altra invasione, un’altra città, lo stesso lavoro

Per sfuggire all’invasione austriaca seguita alla disfatta di Caporetto e salvare l’attività, nel 1917 la famiglia Paoletti si trasferisce a Pavignano, in provincia di Biella dove prende in affitto il locale e macchinario per la filatura di lana cardata dei nipoti dell’industriale Antonio Tamagno, costituendo ben presto una filiale impiegata nelle forniture di panni militari.

Nel Libro mastro n. 17 1912-1921 una mano diligente annota l’interruzione della registrazione dei conti di fabbrica con l’ Intermezzo Invasione che durò dal 1917 al 1919. Altrettanto significativamente nel registro Prima Nota dal 3/11 1917 al 20/7 1918 vengono registrate le Ultime operazioni eseguite a Follina prima della partenza. L’abbandono dello stabilimento di Follina in seguito all’occupazione determina non poche difficoltà, con la richiesta di scioglimento temporaneo del contratto di obbligazione alle forniture militari per cause di forza maggiore nel 1917.

A guidare la partenza verso un nuovo inizio fu Gaspare Paoletti, che con la famiglia e le maestranze riuscì miracolosamente a passare sul Ponte della Priula prima che venisse fatto saltare per il timore che gli Austriaci riuscissero a passare il Piave, sfruttando l’attesa per il rientro in ritirata dell’ultimo Battaglione del 152° Reggimento della Brigata Sassari.

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La straordinaria corrispondenza con un affittuario dei possedimenti terrieri di famiglia a Mareno dava notizie da casa descrivendo “in presa diretta” l’invasione dei soldati austroungarici e l’obbligo doloroso di dar loro vitto e alloggio nelle abitazioni.

Follina, li 1 : Novembre 1917

Egregio Signore Padrone

Lo ringrazio che lei mi ano [hanno] mandato il seo [aceto] che giera molto di bisogno. Per conto dei Soldati non sono più venuti nel palazo e speriamo che non venga più altro che ne sono qualcheduno disperso per le case ma che non sono nesun male altro che i dimanda da mangiare in paese ce ne sono molti e invece qua non ce ne sono. Sono venuti a vedere due volte per venire Soldati e Cavali e poi invece non sono più venuti e così è meglio per noi che siamo più quieti. Tutto va bene incontinua speriamo che la vada sempre melgio.

Tanti saluti da tutti

Tonon Paolo

Dimando scusa che o dovuto a scrivere da novo quando che gaveva consegnato la letera a Giacomo sono venutto un tenente per alogio di 200 uomini e non Cavali e cosa devo fare pisogna darli alogio perché non si può fare di meno.

Il lanificio dà prova del suo spirito di resilienza presentando ricorso contro il rifiuto in primo collaudo di una partita di panno grigio verde da parte dello Stabilimento Riserva Vestiario ed Equipaggiamento di Torino, ricorso accolto dalla Commissione tenuta in considerazione l’improvvisazione dei mezzi cui la ditta era stata costretta dopo l’abbandono della terra d’origine.

Da regio decreto del 1915 il personale che operava nell’allestimento di panno grigio verde per conto del Commissariato militare era esonerabile dal servizio sotto le armi in caso di mobilitazione: dalla ricerca d’archivio sono emerse diverse richieste di assunzione come questa:

Spett: Ditta

Perdonerà se la incomodo rivolgendo a loro una preghiera.

Siccome altri miei compagni che si trovavano nelle mie condizioni, cioè di lavorare in stabilimenti che lavorano per conto del governo, essendo stati richiesti sono stati esonerati, perciò io essendo inabile alle fatiche della guerra sarei per pregarla che potessero loro richiedermi per lavorare nel mio posto primitivo.

Grazie infinite anticipate fiducioso nella loro bontà

Devotissimo

Cesca Virgilio

Campionari di fine Ottocento, un patrimonio custodito nei secoli.

La datazione di alcuni inserti rinvenuti all’interno dei campionari ottocenteschi risale al periodo biellese, confermando l’ipotesi che i registri abbiano viaggiato al seguito della famiglia che li preservò dalla guerra, fino ai giorni nostri.

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L’archivio storico aziendale di Lanificio Paoletti è visitabile su appuntamento scrivendo a martina@lanificiopaoletti.it

 

La scoperta delle origini (parte seconda) – La Via Della Lana 2018 ultima modifica: 2018-06-06T11:19:24+00:00 da Martina Bernardi
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